Le infezioni delle vie urinarie sono un’esperienza fin troppo comune per moltissime donne. Quel bruciore che ti accompagna ogni volta che vai in bagno, lo stimolo continuo a urinare anche quando non ce n’è bisogno, la sensazione di peso e fastidio al basso ventre: chi ci è passata sa quanto tutto questo possa diventare estenuante e influire sulla quotidianità.
Non sorprende, quindi, che molte persone cerchino soluzioni naturali, nella speranza di alleviare i disturbi e magari rimandare o evitare l’uso degli antibiotici.
Ma le tisane possono davvero essere d’aiuto?
Sì, in alcune situazioni le tisane naturali possono dare sollievo e aiutare a prevenire nuove infezioni.
Alcune piante usate nelle tisane possono infatti aiutare a proteggere le vie urinarie grazie alle loro proprietà diuretiche, antinfiammatorie e antibatteriche. Tra le più conosciute ci sono il mirtillo rosso, la betulla, il tarassaco e la verga d’oro.
Tuttavia, non sono una cura risolutiva per un’infezione in atto né possono sostituire l’intervento del medico quando la situazione lo richiede. È quindi fondamentale ricordare che, se il medico prescrive una terapia antibiotica, va seguita senza esitazioni.
In questo articolo vedremo insieme quali infusi possono essere davvero utili, come prepararli nel modo corretto e, soprattutto, in quali casi è importante rivolgersi subito al medico senza perdere tempo.
Indice Articolo
Le tisane a base di erbe trovano spazio soprattutto come supporto nel tempo.
Possono essere utili, ad esempio, dopo una cistite già curata, per ridurre il rischio di recidive. Sono indicate anche quando i sintomi sono appena accennati, senza febbre né dolore alla schiena, oppure come affiancamento alla terapia prescritta dal medico.
Un altro aspetto importante è l’idratazione: bere infusi ti aiuta ad assumere più liquidi e a favorire il naturale “lavaggio” della vescica. Nei primissimi fastidi, mentre stai aspettando una visita medica, possono offrire un lieve sollievo, ma solo per un periodo molto breve, non oltre un paio di giorni.
Il loro beneficio principale deriva dall’azione diuretica [1]. Aumentando la produzione di urina, le tisane facilitano l’eliminazione dei batteri e rendono più difficile che si attacchino alle pareti della vescica.
Erbe quali betulla e tarassaco, ad esempio, stimolano i reni a lavorare di più e favoriscono questo processo. Tuttavia, è importante essere chiari: se l’infezione è già in corso, questo effetto da solo non basta.
Ci sono situazioni in cui aspettare o affidarsi solo a rimedi naturali può diventare rischioso. RIvolgiti subito al medico se hai:
Se rimandi troppo le cure, l’infezione potrebbe risalire fino ai reni, causando una pielonefrite, una condizione seria che non va sottovalutata [2].
Per questo, una visita tempestiva resta sempre la scelta più sicura: un’infezione trascurata può lasciare danni permanenti, e la prevenzione migliore è intervenire al momento giusto.

L’Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi) è una delle piante più conosciute e studiate quando si parla di benessere delle vie urinarie. Contiene arbutina, una sostanza che si trasforma in idrochinone nelle urine e attacca i batteri.
Gli studi dimostrano che l’uva ursina può ridurre i batteri nelle urine [3]. Tuttavia, la ricerca in merito è ancora limitata e per questo è sempre prudente non considerare questo rimedio come terapia in casi di infezioni alle vie urinarie in fase acuta.
L’effetto antisettico funziona meglio con urine alcaline. Per ottenerlo, aumenta il consumo di verdure e limita, almeno temporaneamente, le proteine di origine animale.
Come preparare l’infuso:
Per ottenere il massimo beneficio, la preparazione è semplice ma va rispettata con attenzione:
L’uva ursina è efficace, ma non è una pianta da usare alla leggera e sebbene possa essere utile soprattutto nella prevenzione delle recidive o come supporto, non è indicata per trattare una cistite acuta grave.
Prima di iniziare ad assumere l’uva ursina è sempre consigliabile confrontarsi con il medico o il farmacista, per valutare se è davvero adatta alla tua situazione.
Ecco alcune precauzioni da adottare prima di assumere questo rimedio fitoterapico:

Il mirtillo rosso, conosciuto anche come cranberry (Vaccinium macrocarpon), contiene proantocianidine (PAC), sostanze che impediscono ai batteri di attaccarsi alle pareti della vescica [4]. In particolare, risultano efficaci contro l’Escherichia coli, il maggiore responsabile delle cistiti.
Le PAC rendono la mucosa vescicale meno “accogliente”, creando una sorta di superficie scivolosa. In questo modo i batteri faticano ad aggrapparsi, vengono trascinati via con l’urina e hanno meno possibilità di proliferare [5].
Come preparare l’infuso:
In alternativa alla tisana, anche il succo di mirtillo rosso può essere utile, purché sia puro e senza zuccheri aggiunti. La quantità consigliata va dai 250 ai 500 ml al giorno.
Un aspetto da non sottovalutare è lo zucchero di cui si nutrono i batteri rendendo inefficace il rimedio stesso. Molti succhi in commercio contengono più zuccheri che principi attivi. Per questo è importante leggere sempre l’etichetta e scegliere prodotti realmente concentrati e senza zuccheri aggiunti.

Le foglie di betulla (Betula alba) sono apprezzate soprattutto per la loro azione diuretica naturale. Stimolando la produzione di urina, aiutano il corpo a eliminare batteri, scorie e residui in eccesso.
Questo effetto è dovuto in gran parte ai flavonoidi presenti nelle foglie, che supportano la funzionalità dei reni. Proprio per questa capacità depurativa, la betulla viene spesso utilizzata anche in caso di renella o piccoli calcoli, contribuendo a facilitarne l’eliminazione.
Come preparare l’infuso:
Puoi mescolare la betulla ad altre erbe diuretiche tipo il tarassaco per amplificare i risultati. Questa combinazione crea una sinergia utile ad aumentare la diuresi in modo graduale, senza affaticare i reni.
È bene ricordare che la betulla è indicata soprattutto a scopo preventivo o come supporto, non per trattare infezioni urinarie già in atto. Per agevolare l’assorbimento dei principi attivi, è consigliabile assumere l’infuso lontano dai pasti.

L’erica (Calluna vulgaris) è una pianta nota per la sua capacità di stimolare la diuresi e per la sua lieve azione antisettica.
La malva (Malva sylvestris), invece, è particolarmente apprezzata per le sue proprietà lenitive: le mucillagini che contiene aiutano a calmare l’infiammazione e a proteggere le mucose.
Le mucillagini formano una sorta di pellicola protettiva sulle pareti della vescica irritate. Questo strato difensivo contribuisce a ridurre il bruciore durante la minzione e può offrire un sollievo rapido, soprattutto nei disturbi più fastidiosi ma lievi.
Tisana all’erica
Tisana alla malva
La malva è particolarmente indicata quando il bruciore è il sintomo predominante, più che l’infezione vera e propria. È utile, ad esempio, in caso di piccole irritazioni post-rapporto o di cistiti abatteriche.
L’erica, invece, si presta bene a essere associata all’uva ursina all’interno di preparati erboristici, per un’azione più completa sulle vie urinarie.
Tra i rimedi naturali più utilizzati a sostegno delle vie urinarie troviamo anche il tarassaco (Taraxacum officinale). Usa 1-2 cucchiaini di radice in 250 ml di acqua, e lascia in infusione 15 minuti.
L’equiseto (Equisetum arvense) è apprezzato per la sua capacità di favorire la pulizia delle vie urinarie e il drenaggio. Poiché i suoi fusti sono particolarmente rigidi, per estrarne al meglio i principi attivi è necessaria una breve bollitura, di circa 10 minuti, prima dell’infusione.
La verga d’oro (Solidago virgaurea), infine, combina un’azione diuretica con proprietà antinfiammatorie. Proprio per questa doppia funzione è spesso indicata come supporto nei casi di cistiti ricorrenti, soprattutto nei periodi in cui si tende a essere più soggetti a ricadute.
Per conoscere quali tisane possono supportarti nel combattere la cistite, leggi:
Tisane per cistite: quali fanno davvero bene?
Preparare una tisana in modo approssimativo significa rischiare di sprecarne i benefici. I principi attivi delle piante si estraggono correttamente solo se si rispettano alcune regole fondamentali, semplici ma spesso sottovalutate.
In presenza di sintomi lievi, e solo dopo averne parlato con il medico, si possono assumere 3–4 tazze al giorno, distribuite nell’arco della giornata e lontano dai pasti per un migliore assorbimento dei principi attivi.
Per la prevenzione delle ricadute, invece, sono sufficienti 1–2 tazze al giorno, da assumere in cicli di 2–3 settimane, seguiti da una pausa di almeno 7 giorni. In questo modo permetterai alle erbe di agire senza sovraccaricare fegato e reni.
È importante anche che tu non sostituisca l’acqua naturale con sole tisane: l’organismo ha bisogno di un’idratazione abbondante e “pura”, pari ad almeno 1,5–2 litri di acqua al giorno.
Evita anche di mescolare troppe erbe senza criterio se non vuoi rischiare di ridurre l’efficacia o creare interazioni indesiderate tra i tuoi ingredienti. Avevano ragione le nostre nonne quando dicevano che “il troppo stroppia”: poche erbe, scelte con attenzione, possono avere un effetto più mirato rispetto a molte abbinate in modo casuale.
Allo stesso modo, non bere le tisane quando sono ancora bollenti. Lasciale intiepidire fino a una temperatura confortevole per evitare di irritare le mucose. La temperatura ideale di consumo si aggira intorno ai 50–60 °C.
Quando si parla di salute della vescica, l’idratazione viene prima di qualsiasi rimedio.
Bere circa 1,5–2 litri al giorno di acqua naturale aiuta a diluire le urine e a “lavare” la vescica. In questo modo si riduce la concentrazione batterica e si rendono le urine meno irritanti per le mucose.
È importante bere con regolarità durante tutta la giornata, senza aspettare di avere sete. La sete, infatti, è spesso un segnale che la disidratazione è già iniziata. Un buon metodo è distribuire i liquidi in modo uniforme, ad esempio bevendo un bicchiere d’acqua ogni ora nelle ore diurne.
Durante l’estate o nei periodi di intensa attività fisica, il fabbisogno aumenta. In questi casi, aggiungi almeno 500 ml di acqua per ogni ora di sport o sudorazione abbondante.
Tra le bevande utili rientra anche l’acqua con limone al mattino: spremere mezzo limone in circa 200 ml di acqua tiepida, da bere a digiuno apporta vitamina C e, nonostante il suo sapore acido, ha un effetto alcalinizzante sulle urine.
Anche il tè verde, grazie al suo contenuto di antiossidanti e al lieve effetto diuretico può aiutare a mantenere in salute le tue vie urinarie. È però meglio non esagerare: 1–2 tazze al giorno sono sufficienti, poiché un eccesso di caffeina può aumentare lo stimolo a urinare e il senso di urgenza.
Alcune bevande e alimenti possono peggiorare i sintomi di un’infezione urinaria. È quindi consigliabile eliminarli o limitarli fortemente:
Anche l’alimentazione è importante. Limita spezie piccanti, sale, dolci elaborati e formaggi stagionati.
Al contrario, privilegia cibi che idratano e supportano la salute urinaria: frutta fresca quale mirtilli, anguria e melone; verdure ricche di acqua, ad esempio cetrioli, sedano e zucchine. Inserisci nella tua dieta anche yogurt con fermenti lattici vivi e cereali integrali.
Conoscere i sintomi e distinguere i diversi tipi di infezioni urinarie è il primo passo per intervenire correttamente.
Nelle cistiti semplici e lievi le tisane possono affiancare la terapia medica (fosfomicina) e aiutare a prevenire le recidive.
In alcuni casi, insieme a un’adeguata assunzione di acqua, possono persino evitare il ricorso agli antibiotici, pulendo in modo naturale le vie urinarie e contribuendo alla regressione dei sintomi nel giro di pochi giorni.
Questa infiammazione del canale attraverso il quale l’urina viene espulsa dal corpo (l’uretra appunto), può manifestarsi in forme che variano dalla lieve alla grave.
Si tratta di una condizione che può colpire entrambi i sessi e richiede antibiotici mirati per individuare e trattare correttamente l’agente responsabile, che può essere batterico, fungino o virale.
La pielonefrite è un’infezione seria che colpisce i reni e non può essere curata con tisane o rimedi naturali.
In questi casi serve andare subito dal medico, perché è quasi sempre necessaria una terapia antibiotica se non si vuole rischiare gravi compromissioni: i batteri possono entrare nel sangue e causare una sepsi, oppure danneggiare in modo permanente i reni.
Nei casi più gravi l’antibiotico viene somministrato in ospedale per via endovenosa, poi continuato per bocca per un ciclo di 5-14 giorni, a seconda della gravità e dell’agente patogeno.
Prendersi cura delle proprie vie urinarie non significa solo bere tisane o seguire cure mediche: anche piccoli gesti quotidiani possono fare una grande differenza.
Ecco alcune accortezze che puoi adottare per proteggere efficacemente il tratto urinario e ridurre il rischio di ricadute.

Oltre all’idratazione, alle tisane e ad uno stile di vita sano, alcune sostanze naturali tra cui il D-mannosio e i probiotici aiutano a mantenere l’equilibrio della flora batterica vaginale, prevenendo infezioni come candida e vaginosi batterica, creando un ambiente acido sfavorevole ai patogeni e supportando il sistema immunitario intimo.
Il D-mannosio è uno zucchero semplice estratto dal legno di betulla o larice, che impedisce all’Escherichia coli di attaccarsi alle pareti della vescica. In questo modo, i batteri vengono eliminati più facilmente con l’urina. Studi scientifici hanno dimostrato che il D-mannosio può ridurre le ricadute di cistite fino al 50% rispetto all’uso esclusivo di antibiotici [6][7].
I ceppi di probiotici Lactobacillus rhamnosus e Lactobacillus reuteri aiutano invece a mantenere l’equilibrio della flora vaginale e urinaria, creando una barriera naturale contro i batteri patogeni [8].
E’ bene ricordare che non sempre i probiotici raggiungono l’efficacia della profilassi antibiotica; in compenso non aumentano le resistenze come gli antibiotici e per questo possono essere considerati un’opzione di prevenzione da valutare sempre con il medico.
La combinazione di D-mannosio, probiotici e polifenoli del mirtillo rosso si è dimostrata particolarmente efficace nella prevenzione delle cistiti ricorrenti senza ricorrere agli antibiotici.
La vitamina C è un extra che puoi integrare alla tua routine: assumerne 500–1000 mg al giorno può acidificare leggermente le urine, rendendo l’ambiente meno favorevole per alcuni batteri. È importante però non eccedere, soprattutto se si è predisposti alla formazione di calcoli renali.
Con l’integrazione di queste sostanze naturali, a buone abitudini e tisane mirate, è possibile ridurre il rischio di recidive e proteggere la salute della vescica in modo sicuro e naturale.
Se ti sei mai chiesta come prenderti cura della tua vescica e ridurre la ritenzione, Agata Detox e Amazzonite Slim di CrystalTea sono la risposta che stavi cercando.

Queste due tisane sono infatti state formulate con erbe specifiche per stimolare la diuresi e aiutare l’organismo a depurarsi.
Ogni mix di erbe ha un profilo diverso, pensato per situazioni specifiche, così puoi scegliere quello più adatto alle tue esigenze.
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Quando sceglierla:
Hai bisogno di un effetto più marcato sulla ritenzione dei liquidi o senti gonfiore dopo pasti abbondanti o periodi stressanti? Amazzonite Slim è la soluzione.
Quando sceglierla:
Per ottenere il massimo beneficio da queste tisane, puoi bere 1-2 tazze al giorno, meglio lontano dai pasti.
Cerca di seguire cicli di 2-3 settimane, intervallati da una pausa di almeno 7 giorni, in modo da non sovraccaricare l’organismo e lasciare spazio alle erbe per agire.
Alterna le tisane con acqua naturale, assicurandoti di bere ogni giorno 1,5–2 litri di liquidi complessivi, per mantenere una corretta idratazione.
Queste tisane funzionano al meglio se abbinate ad abitudini sane che proteggono la tua salute urinaria.
Infine, ricorda che Agata Detox e Amazzonite Slim possono aiutarti a mantenere una buona funzionalità delle vie urinarie, ma non sostituiscono la terapia medica in caso di infezioni attive. Se compaiono disturbi urinari, è fondamentale rivolgersi al medico.
[1] Hooton TM, et al. Effect of Increased Daily Water Intake in Premenopausal Women With Recurrent Urinary Tract Infections: A Randomized Clinical Trial. JAMA Internal Medicine. 2018.
[2]European Association of Urology (EAU). EAU Guidelines on Urological Infections. 2024 (full guideline PDF).
[3] European Medicines Agency (EMA), HMPC. Assessment report on Arctostaphylos uva-ursi (L.) Spreng., folium. EMA/HMPC/750266/2016 (rev. 2). 2018.
[4] Williams G, et al. Cranberries for preventing urinary tract infections. Cochrane Database of Systematic Reviews. 2023 (CD001321).
[5] Howell AB, et al. Dosage effect on uropathogenic Escherichia coli anti-adhesion activity in urine following consumption of cranberry powder standardized for proanthocyanidin content. BMC Infectious Diseases. 2010;10:94.
[6] Kranjčec B, et al. D-mannose powder for prophylaxis of recurrent urinary tract infections in women: a randomized clinical trial. 2014.
[7] Hayward G, et al. d-Mannose for Prevention of Recurrent Urinary Tract Infection: A Randomized Clinical Trial. JAMA Internal Medicine. 2024.
[8] Beerepoot MAJ, et al. Lactobacilli vs antibiotics to prevent urinary tract infections: a randomized trial in postmenopausal women with recurrent UTIs. 2012.